Softball (sb) e Baseball (bb) sono giochi molto simili (appartengono alla stessa famiglia del cricket, del rounders e del pesäpallo). Sono vecchi decine e decine d’anni e i loro regolamenti contengono numerose stratificazioni di regole ed eccezioni alle regole e così via.
I principi guida generali di queste modifiche sono: tenere in equilibrio il più possibile l’attacco e la difesasveltire il gioco, salvaguardare la sicurezza dei giocatori.

Con questo articolo non vogliamo riportare tutto il regolamento, che consiste di centinaia di pagine, ma solo alcune nozioni di base.

Il Softball

Il softball è un gioco asimmetrico fra due squadre di 9 giocatori.

Asimmetrico: in una mezza ripresa una squadra attacca e l’altra si difende e poi ci si scambia; la squadra di casa parte in difesa e può non giocare l’ultima mezza ripresa (l’ultimo attacco) se è già in vantaggio (tanto non può più perdere).

Nel softball amatoriale giochiamo 5 riprese (inning) o 7 per le partite finali. Nel baseball se ne giocano 9. Spesso in caso di pareggio si giocano degli extra inning fino allo spareggio.

Durata

A differenza della maggioranza degli altri sport, nel softball la ripresa non chiude per lo scadere di un tempo predeterminato. È lo svolgimento del gioco che decide la durata della ripresa. Le partite possono durare un tempo anche molto variabile.

Nel nostro campionato amatoriale la ripresa si chiude al raggiungimento di 5 punti segnati dalla squadra in attacco. Questo serve per limitare sbilanciamenti esagerati tra squadre di diverso livello (al massimo si chiude 15-0, non di più).

Il campo di gioco

Il campo da softball, così come quello da baseball, è chiamato diamante. Ha la forma di un quarto di disco (una fettona di pizza). Nella parte del centro del disco ci sono 4 sacchetti bianchi chiamati basi: casa base (pentagonale) nel centro del disco, due basi quadrate sui lati rettilinei del quarto di disco, una base quadrata sulla diagonale del quarto di disco.

Le quattro basi sono disposte a quadrato e la loro distanza reciproca è circa ¼ del raggio del disco.
Le basi sono nominate in senso antiorario a partire dal centro del disco:

  • casa base
  • prima base
  • seconda base
  • terza base

Il territorio all’interno del quarto di disco è chiamato territorio buono, tutto il resto del territorio (che fa sempre parte del campo di gioco) è chiamato territorio foul.

Il gioco

La squadra in difesa “possiede” il campo (le basi) e la palla.

I giocatori in attacco intercettano la palla (battendo) e cercano di conquistare le basi senza essere eliminati (fatti out). Conquistate tutte e quattro le basi una dopo l’altra (prima, seconda, terza e casa) un attaccante segna un punto.

La squadra in difesa invece chiude la ripresa facendo Out 3 attaccanti. Perciò il suo scopo è duplice: bloccare i punti in ingresso e fare il terzo out per chiudere la ripresa.
Ci sono diversi modi per fare Out gli attaccanti (ciascuno approfondito più avanti):

  • l’attaccante battitore può essere fatto out per strike dal lanciatore sul piatto di casa base;
  • il battitore corridore può essere fatto out grazie ad una presa al volo;
  • il corridore può essere toccato con la palla da un difensore (anche avvolta nel guanto);
  • il corridore viene fatto out se la difesa riesce a portare la palla sulla base a cui è diretto prima di lui.

La difesa dà la possibilità alla squadra in attacco di attaccare nel seguente modo: il lanciatore lancia la palla al battitore. Se il battitore riesce a battere la palla in territorio buono ha diritto di cercare di raggiungere la prima base. Se il battitore non riesce a colpire la palla questa viene presa dal ricevitore (che è l’unico difensore che si schiera in territorio foul).

Si svolgono perciò due sfide: una tra il lanciatore e il battitore, e, successivamente, tra la difesa e l’attaccante che, battendo, è diventato corridore.

Ogni ripresa di una partita di softball è frammentata in numerose azioni durante le quali l’attacco cerca di avanzare e la difesa di fare gli out.
Durante le interruzioni di queste azioni invece il gioco ha uno svolgimento diverso, es:

  • l’arbitro chiama un fallo oppure una foul-ball: palla morta, non si possono fare out nè conquistare basi;
  • la palla è in possesso del lanciatore che si prepara al lancio: i corridori devono procedere subito verso la base che hanno scelto senza tentennare (in avanti o indietro) e poi fermarsi su di essa.

Sfida tra lanciatore e battitore

Il battitore deve posizionarsi con i piedi all’interno di uno dei due box di battuta ed attendere il lancio.
Il lanciatore deve eseguire una procedura (presentazione) e poi lanciare la palla al battitore.
Il lancio deve dare la possibilità al battitore di battere ma svantaggiarlo il più possibile.

Zona di strike

È un volume a forma di prisma posto in verticale sopra la casa base; ha la stessa forma del piatto di casa base, ma in verticale è limitato in altezza: dalle ginocchia del battitore alle sue ascelle. Mentre la forma e la posizione in orizzontale sono fisse, l’altezza e la posizione in verticale variano: esse sono giudicate dall’arbitro in base alla posizione naturale di battuta di ciascun battitore.

  • Se il lanciatore riesce a toccare (anche di pochissimo) la zona di strike, viene conteggiato uno strike.
  • Se il battitore sventola la mazza (passa sopra il piatto con intenzione di colpire) ma non riesce a colpire la palla mandandola in campo buon viene conteggiato uno strike.
  • Se il battitore colpisce la palla e la manda in territorio foul quest’azione è chiamata foul-ball. Se un battitore ha già accumulato due strike, un foul-ball non viene conteggiato come strike. Ciò vuol dire che un battitore può in teoria andare avanti a battere foulball indefinitamente.
  • Se il lanciatore lancia una palla che NON riesce a toccare la zona di strike, viene conteggiato un ball.

Al quarto ball il battitore ha diritto di camminare fino in prima base (e spingere in seconda un attaccante che fosse già in base).

Al terzo strike il battitore è fatto out (strike out).

Eccezione: il terzo strike dev’essere “pulito”: se al terzo strike il ricevitore perde la palla, il corridore ha diritto di correre in base come se avesse battuto in campo buono, e sta alla difesa farlo out tirando in prima (o fare out un altro corridore se lo ritiene opportuno).

La sorte del battitore non dipende unicamente dalla sua sfida con il lanciatore: se un difensore qualunque riesce a prendere al volo una palla che sarebbe comunque caduta in foul il battitore è fatto comunque out.

Nel momento in cui deve correre, un attaccande ha lo scopo di raggiungere salvo la base che ha davanti.
Questo vuol dire diverse cose:

  • deve toccare la base (con qualunque parte del corpo) prima che la tocchi un difensore che ha il controllo della palla;
  • non deve farsi toccare dalla palla (rotolante o battuta);
  • non deve farsi toccare con la palla da un difensore (anche avvolta dal guanto).

In generale, il corridore salvo in base non può essere fatto out, ma se successivamente questi se ne stacca la difesa può ancora giocare su di lui e farlo out (toccandolo – perchè la base ormai l’ha conquistata);

Eccezione sulla prima base: basta toccare la prima base (o meglio il sacchetto di sicurezza rosso) per essere salvi fino a che l’attaccante non: torni sul sacchetto di prima, oppure non mostri di voler correre verso la second. Ovvero in prima base l’attaccante ha più agio per rallentare dopo la corsa, sulle altre basi (seconda e terza) deve fare attenzione ad arrivare salvo in base e rimanervici.

A casa base invece il corridore che arriva salvo segna il punto e questo punto non viene più revocato; il corridore esce dal gioco.

Corridori obbligati

Il battitore che colpisce la palla ha diritto ed è obbligato a correre verso la prima base. Si dice letteralmente che è un corridore obbligato (forced). Se un corridore si trova su una base e sulla base precedente alla sua si trova un corridore obbligato anche lui è obbligato.

La qualità di essere obbligato è ricorsiva ed è dinamica: se durante il gioco un attaccante viene fatto out, quelli che lo precedono sulle basi non sono più obbligati.
Es: un corridore in prima è sempre obbligato, fintantochè il battitore (che parte dalla base precedente alla sua) non venga fatto out; un corridore sulla terza base non è obbligato se nessuno corridore parte dalla seconda base e dalla prima.

La distinzione tra corridore obbligato e non è fondamentale perchè cambia il modo in cui la difesa può farlo out.
La difesa può fare out un qualunque attaccante che non sia in battuta o salvo in base toccandolo con la palla o con un guanto che contiene la palla. Ma la maggior parte degli out viene fatta su attaccanti obbligati toccando la base su cui sono diretti prima di loro.
È sufficiente che il difensore che ha il controllo della palla tocchi la base con una qualunque parte del corpo, o di converso che un difensore che tocca la base (col piede ad esempio) riceva la palla (e non gli cada subito) prima che il corridore tocchi la base.

Il battitore gioca finchè non viene fatto out o non conquista la prima base. Nel momento in cui la difesa riconquista il controllo della palla decide che giocate fare fino a che il gioco non si ferma: i corridori salvi in base decidono di restare fermi perchè giudicano troppo difficile conquistare un’altra base senza essere fatti out.

A questo punto la difesa tipicamente passa la palla al lanciatore che si prepara al lancio successivo. In questo momento (palla al lanciatore nel cerchio) se un attaccante è salvo in base non può staccarsi dalla base, altrimenti è chiamato subito out dall’arbitro.

Se invece un attaccante è ancora staccato dalla base quando la palla viene passata al lanciatore nel cerchio l’attaccante è obbligato per regolamento a correre verso una base libera, davanti o dietro alla sua posizione. L’idea è che, tirando la palla al pitcher, la difesa ha accettato che l’attaccante abbia conquistato la base verso cui si muoveva – anche se fisicamente non ci è ancora arrivato – e si prepara all’azione successiva. Ma se invece l’attaccante si mostra indeciso su quale base raggiungere allora la difesa ha diritto a giocare su di lui e farlo out prima di iniziare l’azione successiva.

Questa situazione iniziale (corridori salvi in base, lanciatore pronto al lancio e battitore in battuta) è preceduta da alcuni momenti di stasi in cui, come abbiamo detto, non succede praticamente nulla. C’è da precisare che la palla in questo momento è viva in campo, e ad esempio i corridori non possono staccarsi dalle basi pena l’out. È perciò ben diversa da una situazione di “palla morta” chiamata dall’arbitro (conseguente ad un fallo poniamo) o da un TimeOut, in cui non si possono fare out.

Questa situazione di stasi (differente nel baseball) viene interrotta (e l’azione riprende) nel momento in cui il lanciatore, eseguendo il lancio, rilascia la palla.
Da quando rilascia la palla i corridori sulle basi possono staccarsi e correre per conquistare la base successiva.

Se un corridore si stacca dalla base in anticipo viene fatto out.

Prese a volo

Se un difensore prende una palla battuta regolarmente prima che questa tocchi terra si dice che ha effettuato una presa al volo. Il battitore in questo caso viene immediatamente fatto out. Come conseguenza principale nessun altro corridore è più obbligato.

Su una presa al volo cambia il modo in cui i corridori arrivano salvi in base: mentre normalmente i corridori si possono staccare dalla base quando il lanciatore rilascia la palla, se una battuta viene presa al volo essi sono obbligati a tornare alla base di provenienza (se se ne erano staccati), toccarla, ed eventualmente ripartire (“pesta e corri”).

Se il difensore che sta facendo la presa al volo la tocca ma non l’afferra con sicurezza (giocoliere) la toccata è sufficiente ai corridori per ripartire in maniera legale verso la base successiva (se sono obbligati o se lo ritengono opportuno)

Rubata

Dato che i corridori possono staccarsi legalmente al rilascio del pitcher essi possono arrivare alla base successiva a prescindere dalla battuta del battitore.

Se il battitore batte in foul essi sono obbligati a tornare indietro (si ricomincia), ma negli altri casi (palla al ricevitore o ancor meglio palla persa dal ricevitore) essi hanno diritto a correre e conquistare una o più basi, e sta alla difesa farli out toccandoli.

Tipicamente l’attacco chiama la rubata dando istruzioni al battitore di non sventolare, e incassare uno strike, ma tenendo cosi lontana la palla dal corridore che ruba.

La rubata è una regola che differenzia motlo il softball e il baseball, dal momento che in quest’ultimo sono maggiori i momenti in cui è possibile rubare una base.

 

Le regole del softball sono ancora molte e in continuo aggiornamento.
Per maggiori informazioni, vi consigliamo di visitare il sito della FIBS, Federazione Italiana Baseball e Softball.